I nematodi entomopatogeni

Heterorhabditis-bact_500x300I nematodi sono piccoli vermi cilindrici non visibili a occhio nudo (hanno dimensioni di circa 880 μm); quelli entomopatogeni attaccano gli insetti. Alcune specie appartenenti ai generi Steinernema ed Heterorhabditis, in particolare Steinenernema feltiae, S. carpocapsae, S. kraussei, Heterorahabditis bacteriophora e H. megidis, sono utilizzate in lotta biologica: si tratta di parassiti obbligati di larve di coleotteri, lepidotteri, ditteri e imenotteri, che vivono nel terreno o in luoghi ad alto contenuto di umidità (gallerie o ripari nel legno, lamina fogliare, radici). La loro azione si esplica in seguito alla simbiosi mutualistica con batteri dei generi Xenorhabdus e Photorhabdus provocando in pochi giorni la morte dell’insetto.
I nematodi entomopatogeni sono macrorganismi, pertanto i prodotti in commercio in Italia non necessitano di registrazione.

ORGANISMI BERSAGLIO

I principali bersagli dei nematodi entomopatogeni Steinernema e Heterorhabditis sono:
LARVE DI COLEOTTERI, LEPIDOTTERI, DITTERI E IMENOTTERI.

Settore di impiego

Fruttiferi: Cydia pomonella L., Euzophera bigella, Hoplocampa brevis Klug., Capnodis tenebrionis L., Cossus cossus L., Zeuzera pyrina L.;
Castagno: Pammene fasciana L., Cydia splendana Hüb., Cydia fagiglandana (Zeller), Curculio elephas Gyll. E Curculio glandium Mars.;
Nocciolo: Curculio nucum L.;
Pioppo: Saperda carcharias L.;
Quercia: Caliroa varipes Klug.
Pino: Thaumetopoea pityocampa Denis & Schiffermüller;
Palma: Paysandisia archon Burm. e Rinchophorus ferrugineus Oliver;
Piante ornamentali e Fragola: Otiorhynchus sulcatus F.;
Vivai di piante ornamentali e in allevamenti di funghi: Ditteri Sciaridi;
Pomodoro: Tuta absoluta Meyrick;
Coltura protetta: Frankliniella occidentalis Perg.;
Mais: Diabrotica virgifera virgifera Leconte;
Carciofi: Larve di lepidotteri Nottuidi.

Come agiscono

  • Sono essenzialmente larvicidi; le crisalidi di lepidotteri e gli adulti non vengono in genere significativamente parassitizzati;
  • l’unico stadio del nematode libero nel terreno è la larva di terza età, detta larva infettiva, che ospita i batteri simbionti nel proprio intestino;
  • la larva penetra nell’insetto ospite attraverso le aperture naturali (cuticola, ano, bocca, spiracoli), dove rilascia i batteri che rapidamente si moltiplicano e uccidono l’ospite;
  • a sua volta il nematode continua il suo ciclo di sviluppo alimentandosi di cellule batteriche e dei tessuti dell’ospite, dove completa 1-3 generazioni a seconda delle dimensioni dell’insetto;
  • la morte dell’insetto avviene entro 24-72 ore dalla penetrazione, per l’azione congiunta di nematodi e batteri.

Comportamento sulla pianta e sopravvivenza nell’ambiente

  • Non penetrano in parti vegetali sane, ma raggiungono l’insetto bersaglio presente nella pianta solo in presenza di un’elevata quantità d’acqua, su matrici vegetali bagnate fino allo sgocciolamento;
  • i nematodi distribuiti nei trattamenti biologici non sopravvivono su piante asciutte, mentre nel terreno umido rimangono vitali e attivi fino a oltre due settimane;
  • temperature al di sotto di 10-12 °C o la siccità ne provocano la morte;
  • sono molto sensibili alle radiazioni ultraviolette.

Effetti su organismi non bersaglio

  • Sono del tutto innocui per gli animali superiori;
  • sono praticamente innocui per le specie non target e per la nematofauna;
  • le specie in commercio sono presenti e diffuse anche in natura, pertanto non sono dannose per l’ambiente.

Compatibilità con l’impiego di prodotti fitosanitari

  • trattamenti chimici effettuati sulla coltura, precedenti o successivi alla distribuzione di nematodi entomopatogeni non incidono, nella maggior parte dei casi sulla loro sopravvivenza;
    diversamente il loro impiego non è compatibile con trattamenti nematocidi effettuati utilizzando prodotti fumiganti o granulari o liquidi.

 Tratto dalla dispensa “13.3 NEMATODI ENTOMOPATOGENI (Steinernema, Heterorhabditis) Giovanna Curto – Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna